
I Navigli e il Ticinese
Domande e risposte sul parcheggio alla Darsena
D. Il parcheggio sotto la Darsena contribuirà a risolvere il problema della sosta delle auto al Ticinese?
R. Al contrario: la realizzazione del megaparcheggio rischia di peggiorare la situazione attuale. Nelle ore di punta – quelle serali e notturne - la quantità di autovetture in sosta in strada aumenterà ulteriormente, perché il nuovo parcheggio attirerà più utenti di quelli che riuscirà a ospitare. Chi oggi rinuncia a raggiungere la zona in auto in futuro sarà stimolato a farlo, attratto dall’illusione di un comodo parcheggio. Per affrontare il problema della sosta in zona occorre a nostro parere evitare di attrarre nuovo traffico privato, disincentivandolo con misure repressive costanti e contemporaneamente offrendo valide alternative (più mezzi pubblici, navette di collegamento con le stazioni del metrò, parcheggi per biciclette ecc.). Il parcheggio sotto la Darsena va nella direzione opposta: incentiva il traffico privato e brucia risorse che potrebbero essere impiegate per favorire forme di mobilità sostenibili.
D. Il parcheggio sotto la Darsena sarà utilizzato in eguale misura in tutte le ore del giorno e della notte?
R. No. Di fatto, si tratta di un’infrastruttura pensata per dare ospitalità ai clienti degli esercizi di svago e ristorazione nelle ore notturne. Prevediamo che di giorno il parcheggio sotto la Darsena sarà sottoutilizzato Oggi l’area asfaltata in corrispondenza dell’argine di viale Gabriele D’Annunzio rimane deserta per buona parte della giornata, così come gli spazi delimitati da strisce blu in via Gorizia. Ciò conferma il fatto che la domanda di posti auto per i non residenti nelle ore diurne non giustifica la realizzazione di un’opera così grande e costosa. Viceversa nelle ore notturne il parcheggio sotto la Darsena determinerà l’effetto già descritto: un’ulteriore crescita del numero di visitatori che raggiungeranno la zona in auto. La quota aggiuntiva di traffico generata dal nuovo parcheggio sarà a nostro parere superiore a quella che il parcheggio stesso riuscirà a smaltire.
D. Che effetti avrà il nuovo parcheggio sulla viabilità della zona?
R. Disastrosi. Nelle ore di punta le autovetture dirette al parcheggio si incolonneranno in corrispondenza delle rampe di accesso (via Gorizia e viale Gabriele D’Annunzio), bloccando la circolazione. Le conseguenze saranno nefaste sia per la qualità dell’aria (decine di auto ferme con il motore acceso) sia per la fruibilità dei servizi pubblici. Già oggi, durante le ore notturne, tram e veicoli di soccorso restano spesso intrappolati nel traffico caotico. La situazione non potrà che peggiorare.
D. Come si può valutare la qualità architettonica del parcheggio sotto la Darsena?
R. Il progetto è da criticare sia sotto il profilo della qualità architettonica intrinseca sia delle destinazioni degli spazi esterni. La realizzazione di un parcheggio sotterraneo non ci sembra compatibile con le caratteristiche della Darsena, di un’area cioè che, nonostante aspetti di evidente degrado, conserva ancora un enorme valore architettonico, storico e simbolico per tutta la città. Fare un parcheggio significa, infatti, ipotecare qualunque intervento serio di recupero e qualificazione dell’area. Pensiamo ovviamente a interventi che non si limitino ad affrontare il problema dell’igiene e del decoro, ma che valorizzino il significato ottocentesco della Darsena quale porto di Milano e quello novecentesco di baricentro architettonico fra il Ticinese e Porta Genova. Il progetto presentato dall’amministrazione comunale prevede che le antiche banchine del porto siano trasformate in un prato a terrazze, senza specificare quale funzione tale spazio dovrebbe ricoprire. Un po’ come fare un prato al Cordusio o in piazze del Duomo, insomma. Sarebbero poi realizzati camini di aerazione, rampe per l’ingresso e l’uscita degli automezzi, gabbiotti per il transito degli utenti a piedi: una serie di manufatti, cioè, che distruggerebbero la prospettiva monumentale della Darsena. Ci si domanda che valore abbia tutto ciò, rispetto alle potenzialità di sviluppo architettonico dell’area.
D. Dal punto di vista urbanistico, quale giudizio si può esprimere sul parcheggio sotto la Darsena?
R. Gli effetti urbanistici del progetto sono collegati a quanto già detto a proposito delle conseguenze viabilistiche e architettoniche. Incentivare senza misura il consumo notturno del Ticinese e cancellarne i significati monumentali e storici significa favorire la definitiva trasformazione del quartiere in una zona monouso, consacrata al solo svago e popolata di ristoranti, pub e locali notturni. Una zona sempre più povera di ogni altra funzione sociale e culturale, sempre meno ospitale per chi non la visiti per divertimento nelle ore notturne. È quanto al Ticinese sta accedendo da un ventennio, accompagnato da un processo di gentrificazione, ovvero di espulsione dei ceti sociali già residenti in zona, i quali non reggono alla pressione del mercato immobiliare e alla fuga dei servizi di base.
D. Le fasi dell’iter amministrativo del progetto fin qui realizzate sono state comunicate in modo tempestivo e trasparente alla cittadinanza?
R. L’iniziativa è stata gestita dal sindaco Gabriele Albertini e dall’assessore comunale ai Trasporti Giorgio Goggi secondo una logica privatistica, basata evidentemente sul presupposto che la cittadinanza non sarebbe abbastanza matura per giudicare il reale valore dei loro atti. Fino alla fine del 2002 il piano preliminare rimaneva in gran parte ignoto anche all’amministrazione della Regione Lombardia, proprio nel momento in cui la stessa Regione affidava al Politecnico di Milano l’incarico di redigere il Masterplan dei Navigli. Fatto tanto più grave, se si considera che la Regione è concessionaria dell’acqua e delle sponde della Darsena, proprietà demaniali. Ancora oggi il coordinatore del Masterplan, Andrea Tosi, lascia intendere di non avere preso completa visione del progetto. Ma addirittura alcuni membri della Giunta comunale hanno dichiarato di non essere stati informati sull’iniziativa da Albertini e Goggi. Il Consiglio comunale e la città hanno potuto prendere atto dell’iniziativa solo a cose fatte, cioè durante la pubblicazione del bando di gara per la realizzazione del progetto esecutivo, la quale è stata affidata - a trattativa privata, per mancanza di concorrenti - al medesimo raggruppamento di imprese che un anno fa ha presentato il piano preliminare.
D. Che cosa si intende proporre, in alternativa al parcheggio sotto la Darsena?
R. Il Coordinamento dei Comitati Zona Sud e l’Associazione Navigli per Milano non sostengono la conservazione dello status quo: le attuali condizioni della Darsena sono di assoluto degrado e offrono un pessimo biglietto da visita a tutti coloro che si recano sui Navigli. Proprio per questo si chiede all’amministrazione comunale di considerare progetti diversi dal parcheggio sotterraneo, basati sull’effettiva riqualificazione architettonica e urbanistica non solo della Darsena, ma di tutta l’area adiacente. Inoltre si chiede che i progetti siano studiati tenendo conto delle proposte dei residenti, delle associazioni cittadine coinvolte e del mondo degli architetti. L’iniziativa Ticinese Rinasce costituisce la risposta del Coordinamento dei Comitati Zona Sud e dell’Associazione Navigli per Milano alla gestione del caso Darsena da parte dell’amministrazione comunale.
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