Ticinese Rinasce

L’isola ambientale sui Navigli non ridurrà il traffico

Lo studio di fattibilità per l’isola ambientale sui Navigli, presentato in Consiglio comunale il 28 gennaio scorso, si pone l’obiettivo dichiarato di recuperare il disegno urbano della zona, oggi sommersa da flussi veicolari troppo intensi a da un mare di auto in sosta.
La domanda che ci poniamo è: l’obiettivo dichiarato corrisponde all’obiettivo reale? In altri termini: l’intervento proposto servirà allo scopo di ridurre – appunto - i flussi veicolari e il fenomeno della sosta selvaggia? Oppure otterrà effetti diversi, non necessariamente desiderabili?
Un paio di considerazioni possono essere fatte.
In primo luogo, notiamo che la politica delle isole ambientali impostata dall’attuale amministrazione comunale si basa su quattro cardini: 1. nessuna misura complessiva di limitazione del traffico automobilistico in città; 2. alcune strade pedonalizzate in corrispondenza di zone ad alta attrattività (Brera, Quadrilatero della Moda, Navigli, Ticinese, …); 3. grandi parcheggi a rotazione ai margini di tali zone; 4. nessun rafforzamento del trasporto pubblico da e per le isole pedonali. L’effetto facilmente prevedibile di una simile politica è un incentivo all’uso dell’auto. I milanesi (e i cosiddetti “city users”) sono attratti dalle zone pedonalizzate e incentivati a raggiungerle in auto, perché c’è il miraggio di un parcheggio adiacente e manca un’offerta di trasporto pubblico decente. Risultato, il traffico automobilistico a livello cittadino non diminuisce, ma soprattutto aumenta quello a contorno delle isole (che – appunto – sono isole felici in un mare di auto).
Secondariamente, siamo sicuri che l’amministrazione comunale intenda davvero recuperare il disegno urbano della zona, come dichiara? Se le aree pedonalizzate intorno ai Navigli saranno occupate dai tavolini degli esercizi notturni (bar, pub, ristoranti e pizzerie), allora avremo ottenuto l’effetto opposto: un peggioramento della situazione attuale, già caratterizzata da un grave squilibrio fra spazio destinato allo svago notturno e spazio fruibile per gli altri usi del quartiere.
Il sospetto è che l’isola ambientale non sia un fine, ma un mezzo. Un mezzo per rendere più affollato (e quindi più profittevole) il progettato parcheggio sotto la Darsena. A pagarne le conseguenze sarebbe il quartiere, sempre più ridotto a parco dei divertimenti notturni.

Fai clic sotto per consultare il progetto dell'amministrazione comunale:
Il progetto e l'articolazione delle tre fasi
Descrizione della prima fase
Descrizione della seconda fase
Descrizione della terza fase
Planimetria della prima fase
Planimetria della seconda fase
Planimetria della seconda fase - Funzioni
Planimetria della terza fase